Atrio Corridoio
Ambienti di Servizio Sala di Mario
Salotto Rosso Sala da Pranzo
Salotto Maschile Salone della Musica
Salotto Femminile Salotto Neoboulle
Lo Studio Camera di Matilde
Camera Genitori

Atrio

Atrio

Illuminato da ampie finestre che prendono luce dal funzionale cavedio, l’ ambiente è arredato da un soffitto in legno a cassettoni di gusto orientaleggiante, da un mobile in stile neorinascimentale, la cui parte superiore a vetri custodisce alcuni cristalli pregiati tra i quali un servizio blu recante il nome di Emma Morpurgo. Di fronte una panca in legno intagliato e il Ritratto di Mario Morpurgo eseguito da Amalia Glanzmann (Trieste 1884–ivi 1976).
Una mensola sorregge Le tre grazie, piccolo gruppo marmoreo esemplificante la nota opera di Antonio Canova. Sulla parete sinistra, Fanciulla con scialle, dipinto piuttosto convenzionale di Gianfrancesco Locatello (Venezia 1810–ivi 1882).

Corridoio

Corridoio

Gli ambienti della casa sono serviti da un corridoio a “U”, più ampio nella zona di rappresentanza, più stretto in quella di servizio. Lungo questo ambiente sono disposti quadri e stampe. Tra i dipinti si possono ammirare:

Ritratto di FanciullaRitratto di fanciulla firmato da Antonio Zuccaro (San Vito al Tagliamento 1815–Trieste 1892) e datato 1885. L’artista, formatosi all’Accademia di Venezia, fu allievo di Borsato e di Lipparini e operò in Friuli, in Dalmazia e a Trieste. Il tema qui proposto e la resa eburnea delle carni della fanciulla riconducono al genere prediletto da Natale Schiavoni.

Paesaggio con alberiPaesaggio con alberi di Charles Daubigny (Parigi 1817–ivi 1878 ). Artista francese di iniziale formazione romantica, fu vicino alla seconda generazione dei pittori di Barbizon, dai quali si distinse per la novità dell’impostazione, per la freschezza e la luminosità delle sue tele che anticipa la pittura impressionista. Ritratto di fanciulla, firmato da Domenico Morelli (Napoli 1826-1901), artista considerato dai suoi contemporanei tra i maggiori del tempo.
Suonatore di mandolino in una taverna e Via cittadina, due piccole tele firmate Jean Lessi, artista che va identificato con Giovanni Lessi (Firenze 1852–ivi 1922).
Paesaggio con buoi di Auguste Bonheur (Bordeaux 1824–Bellevue 1884), pittore di quadri di genere, ritratti e poi paesaggi, che si dedicò con particolare cura alla descrizione delle figure di animali.

Ambienti di Servizio

Servizi

 

Ambienti di ServizioSeguendo il corridoio nella zona interna, si raggiunge la spaziosa e luminosa cucina, che conserva l’antico arredo e le strutture tipic he del secolo scorso, comunicante con un piccolissimo ambiente chiamato spazza cucina, ove si lavavano le stoviglie e dove è conservata una ghiacciaia in legno rivestita internamente in zinco; di seguito vi è la stanza destinata a dispensa, nella quale due grandi mobili a cassetti e due vetrine conservavano il cibo e il vasellame.
ServiziProseguendo per l’angusto corridoio si trovano tre camere per la servitù e un bagno, oggi con funzione di depositi.

In questa zona si apre una porta di servizio su una scala a chiocciola che conduce al cortile: funzionale soluzione per l’ingresso dei fornitori.

Sala di Mario

Veduta notturna di Venezia

Veduta notturna di Venezia – Federico Nerly

Unica stanza dell’appartamento a non conservare il mobilio originale, che per volontà di Mario Morpurgo passò in dono a privati. Oggi quest’ambiente è adibito a sala didattica e conferenze; alle pareti la libreria è un dono dell’ ingegner Giovanni Pucalovich e il grande quadro ad olio di Vincenzo Giacomelli raffigurante
Lo sgombero di Trieste per l’incursione dei Longobardi, datato 1842, proviene dal legato Currò del 1929.
Appartenente alla collezione Morpurgo è il dipinto di Federico Nerly (Venezia 1842 – Lucerna 1919) – pittore di paesaggi e di marine figlio di Nerly il Vecchio – raffigurante Veduta notturna di Venezia, pregevolissimo e suggestivo scorcio del Canal Grande con la chiesa della Salute sullo sfondo, barche, gondole e figurine in primo piano, realizzati con una pennellata dalle ampie e rifinite campiture di colore.

Salotto Rosso

Ritratti del Salotto Rosso

Ritratto di Marco Antonio Morpurgo fanciullo

Ritratto di Marco Antonio Morpurgo fanciullo

In stile prevalentemente neoclassico, accosta alla consolle con specchiera dal timpano spezzato e dalle gambe figuranti due mori a tutto tondo (1840 c.), un’elegante libreria, che ripropone come elementi ornamentali i mori, un tavolo centrale sagomato (1860 c.), un tavolino da gioco (1880 c.) e uno d’appoggio (che richiama lo stile Luigi Filippo, 1850 c.) e sei sedie con schienale a giorno e gambe a sciabola, che si rifanno allo stile impero.
Originariamente, come testimoniano fotografie d’epoca, il salottino era completato da un divano e tre poltrone le cui forme accoglienti erano rivestite da una tappezzeria in raso dal disegno a motivi vegetali.
Elementi neoclassici si ritrovano sulle sovrapporte la cui decorazione in stucco raffigura un profilo a bassorilievo in un tondo.

Ritratto di Giacomo Morpurgo

Ritratto di Giacomo Morpurgo – Armando Gentilli

Sulla parete destra si impongono due dipinti di grandi dimensioni: Ritratto di Marco Antonio Morpurgo fanciullo e Ritratto di Giacomo Morpurgo suo padre.
Il primo è una delicata e penetrante interpretazione di Tito Agujari (Adria 1834 – Trieste 1908), il secondo dipinto fu eseguito dal pittore di origine ebraica Armando Gentilli (? 1851 – Trieste 1918), di cui sono noti solo pochi ritratti di notabili triestini del tempo.

Accanto, la piccola Scena di guerra di Girolamo Induno (Milano 1827 – ivi 1891). Fratello del più illustre Domenico, Girolamo partecipò ai moti del Risorgimento, alla guerra di Crimea e alle campagne garibaldine e ne dipinse episodi da lui vissuti, che per il forte patetismo e la drammaticità compositiva lo avvicinano ai romantici francesi.

 Ninfe sorprese da un satiro

Ninfe sorprese da un satiro

Sulla parete a destra della finestra, Ninfe sorprese da un satiro: siglato A. B., fu attribuito ad Arnold Bocklin (Basilea 1827 – Fiesole 1901).
A sinistra della finestra, Giovanna d’Arco al rogo, bozzetto già attribuito a Delacroix.
Ai lati della consolle con specchiera, Motivo d’altri tempi e Primavera di Emma Ciardi (Venezia 1879 – ivi 1933); figlia e sorella di pittori, l’autrice ebbe nella famiglia un avvio precoce all’arte. Accanto, Ritratto femminile: firmato Ingres, questo dipinto non pare appartenere al grande maestro francese.

Infine sulla parete accanto alla porta, Barche alla riva e Naufragio di Lorenzo Butti (Trieste 1805 – ivi 1860), pittore che raggiunse un buon livello artistico, tanto che l’imperatore d’Austria Ferdinando I durante un soggiorno a Trieste acquistò un suo dipinto.
Accanto, Mare in tempesta dell’olandese Louis Mayer (1809 – 1866), che ben si accosta alle marine di Lorenzo Butti.

Sala da Pranzo

Sala da Pranzo

Sala da Pranzo

Il mobilio si compone di due armadi a doppio corpo, con ante superiori a vetro, da due credenze con alzata le cui porte sono riccamente intagliate da nature morte, ognuna diversa: con motivo di selvaggina, di pesci, accanto a spighe e strumenti per il lavoro dei campi. L’impostazione dei volumi massicci e pesanti richiama il rinascimento italiano, ma viene qui alleggerito da vivaci volute rococò e dall’inserimento di tanti piccoli frutti, simboli di abbondanza. In questo periodo, 1880 circa, le credenze furono più scolpite ed elaborate, sempre più simili ad altari fino ad assumere una connotazione di sacralità.

Quattordici sedie, rivestite in cuoio impresso a motivi vegetali e il grande tavolo ovale ripropongono i medesimi motivi, che si ritrovano anche sui palchetti che reggono le tende. Un tavolino d’appoggio a più ripiani presenta intarsi di essenze diverse, tra i quali si legge il monogramma dei Morpurgo de Nilma, cimato da corona. Un grande caminetto in maiolica bianca è sormontato da uno specchio in legno con cornice dorata.

Servizi in porcellana francese Pillivuit

Servizi in porcellana francese Pillivuit

I due servizi in porcellana francese Pillivuit, recano i monogrammi dei due fratelli: GM, quello di Giacomo Morpurgo, sul servizio rosa e MN, quello di Marco Morpurgo de Nilma, sul servizio verde.
Alle pareti maioliche dalla collezione di famiglia.

Salotto Maschile

Salotto Maschile

Il piccolo ambiente è caratterizzato dalla sovrabbondanza di mobili, dalle superfici laccate di nero. L’insieme assume un tono severo, ma allo stesso tempo intimo e raccolto, permeato di cultura. La libreria a due corpi è fitta di volumi dalle rilegature sofisticate e davanti alle ante a vetri sono inseriti quattro busti in marmo raffiguranti Dante, Petrarca, Tasso e Ariosto.

Ventisei Ritratti di uomini illustri

Ventisei Ritratti di uomini illustri

Una piccola ribalta in legno d’acero, con ripiano rivestito in pelle e piccoli cassetti aumenta la funzionalità del mobile.
Alle pareti rivestite in stoffa grigia e nera con motivi araldici, ventisei Ritratti di uomini illustri, l’uno legato all’altro, in una originale composizione.

Rappresentano i protagonisti della cultura italiana nel campo della poesia, della letteratura, della scienza, dell’arte, della politica e della chiesa. Si tratta di copie eseguite nell’Ottocento da originali conservati per lo più nella Galleria degli Uffizi a Firenze.
L’elemento caratterizzante del mobilio è una testa femminile a tutto tondo inserita alla sommità dello schienale del divano, delle poltrone, delle sedie, sul timpano della libreria e dello specchio e così pure sul palchetto della mantovana e sui fermatende.
Nelle tre sovrapporte in legno dipinto si ripete due volte lo stemma Morpurgo de Nilma e una volta l’alabarda di Trieste.

teste

Salone della Musica

Sala della Musica

Sala della Musica

Direttamente comunicante con l’atrio è questo il più grande e sfarzoso ambiente della casa, nel quale la famiglia si presentava agli invitati. L’arredamento reinterpreta l’opulento gusto della Francia di Luigi XV; l’oro zecchino ricopre le volute che animano tutto il mobilio e incornicia con prezioso contrappunto il raso rosso della tappezzeria a fiorami.

Rossini e Bellini

L’ampiezza e l’inclinazione degli schienali dei divani, delle poltrone e delle sedie, come la presenza di quattro sgabelli per poggiare i piedi, denotano la scelta di arredi confortevoli e funzionali per un piacevole intrattenimento durante le serate musicali. Il tema della musica è celebrato nei busti di Beethoven, Mozart, Rossini e Bellini, posti a coronamento delle quattro porte. Uno sfarzoso caminetto in marmo africano nero con venature chiare e intarsi ben si accosta all’altrettanto ricercato candelabro in bronzo dorato a volute, che si innesta su vasi in porcellana francese. Sulla parete di fronte, tra le finestre, due consolle rocaille in legno e ripiano in marmo bianco, sormontate da specchiera.

Fanciulla dormiente - Natale Schiavoni

Fanciulla dormiente – Natale Schiavoni

Alle pareti numerosi dipinti dai diversi soggetti: accanto al pianoforte, Cavalli ungheresi di Alexander von Bensa (Vienna 1820-1902), autore di opere di genere e di battaglie, molto apprezzato dalla corte austriaca.
Accanto, Figura femminile con velo e ventaglio, attribuito ad Antonio Zona (Vicenza 1814–Roma 1892); infine, Paesaggio con barca, firmato da Eduard Young (Praga 1823–Monaco 1883).
A fianco del caminetto, a sinistra, un dipinto raffigura Maria Maddalena in un paesaggio di sapore post-tizianesco, inquadrato nella bottega di Luca Giordano (Napoli 1634–ivi 1705).

Veduta del Prater di Vienna - Joseph Werner

Veduta del Prater di Vienna – Joseph Werner

A destra, Due contadinelle di Johann Mathias Ranftl (Vienna 1805-1854). Sulla parete accanto ai divani, tre dipinti: Veduta del Prater di Vienna firmato da Joseph Werner (Vienna 1804–ivi 1887) e datato 1843. Accanto, Fanciulla dormiente, attribuito a Natale Schiavoni (Chioggia 1777–Venezia 1858), che raffigura una giovane donna languidamente addormentata, di una bellezza idealizzata e sottilmente sensuale.

Infine, Isola di Corfù di Bernhard Fiedler (Berlino 1816–Trieste 1904). Allievo dell’Accademia della sua città natale, nel 1843 fu per la prima volta in Italia, fermandosi a Trieste, in Friuli e a Venezia ove eseguì vedute anche all’acquerello. Dal 1860 si stabilì a Trieste e si riporta che decorò parte del Castello di Miramare; è certo invece che fu maestro di pittura dell’arciduchessa Carlotta.

Salotto Femminile

Salotto Femminile

Uguale per dimensioni a quello maschile, propone un’atmosfera completamente diversa: da questo salotto con mobili laccati bianchi, profilati di azzurro, che riconduce allo stile Luigi XVI rivisto in chiave veneziana, promana una freschezza e una leziosità prettamente femminili, che rievocano momenti intimi e di complicità.
Un piccolo tavolo, posto al centro della stanza, è attorniato da seggiole pure di dimensioni ridotte dall’imbottitura in seta azzurra capitonné, decorate sulla sommità dello schienale da piccole rose. Divanetto e poltroncine, assieme a una coppia di settimanali, allo specchio a figura intera con fioriera alla base, alla vetrina pensile, contenente preziose porcellane neoclassiche viennesi, si accostano alle lumiere, al lampadario e al candelabro provenienti dalla rinomata fabbrica Venini di Murano.

Donna con telaio - Tito Agujari

Donna con telaio – Tito Agujari

Alle pareti alcune incisioni e un acquerello di Tito Agujari (Adria 1834–Trieste 1908), Donna con telaio, dai vivaci colori e dal disegno definito.

Donna al telaio, di Tito Agujari Altrettanto armonizzate con l’ambiente, le acqueforti di Francesco Bartolozzi (Firenze 1727-Lisbona 1815), che rappresentano attraverso figure femminili e maschili alcune allegorie: Comedy, Tragedy, May, e quella di Louis Marin Bonnet, L’Amour prie Venus.

Un caminetto in marmo di Carrara con specchio è abbellito da orologio e candelabri in bronzo dorato e smalti (databili 1860-70). Le tre sovrapporte in legno racchiudono entro cartiglio un mazzo di fiori dipinto; due anforette poste sui settimanali recano lo stemma di famiglia.

 

Dettagli - Sala Femminile

Salotto Neoboulle

SALOTTO D’ANGOLO NEOBOULLE

SALOTTO D’ANGOLO NEOBOULLE

ManoUltimo ambiente di rappresentanza, questo salotto conclude con ricercatezza il discorso stilistico recuperando le forme e i decori del grande ebanista Charles Boulle (1642-1732), il favorito di Luigi XIV, distintosi per la preziosa quanto originale realizzazione di mobili con intarsi in bronzo e tartaruga. Anche questo ambiente si caratterizza per il numero di posti a sedere, così come per la varietà dei mobili che comprendono uno stipo, uno scrigno sormontato da corona, due mobili d’appoggio con alta specchiera e un tavolino mistilineo profilato in bronzo con teste femminili. Poltrone, poltroncine, sedie e divani in seta grigia, con motivo a mazzetti di fiori, presentano un piccolo delfino a collegamento tra lo schienale e la seduta.

Un tavolino rivestito di raso sorregge un imponente candelabro in bronzo dorato e porcellana. Nell’angolo di fronte alle finestre il caminetto in marmo nero del Belgio è sormontato da una specchiera con cornice lignea. Le quattro finestre sono impreziosite da tende in pizzo Chantilly con motivo a piccole palme. A oscurare maggiormente, si notano pesanti tendaggi riccamente drappeggiati e finiti con frange e nappe.

Ritratti - Sala d'Angolo

Il grande e imponente dipinto, eseguito da Luigi Nono (Fusina 1850-Venezia 1918), rappresenta a tre quarti di figura il Ritratto di Emma Morpurgo in abito di seta rosa. Per la sensibilità colta e moderna della composizione questo dipinto di Luigi Nono è considerato come una delle opere meglio riuscite nella sua vasta produzione di ritratti.
Il dipinto era ancora proprietà di Mario Morpurgo quando venne esposto alla grande mostra del ritratto femminile che si tenne a Trieste nel 1933; in anni più recenti è stato spesso richiesto per figurare accanto ad altri ritratti in mostre di rilievo nazionale. Sulla parete adiacente, Ritratto di Carlo Marco Morpurgo, consorte di Emma, realizzato dal pittore Giuseppe Tivoli (Trieste 1845–Bologna ?)

Lo Studio

Lo Studio

Lo Studio

Si presenta come una stanza accogliente e personale per le linee ordinate e semplici delle librerie che contengono centinaia di volumi, tra cui si distinguono quelli di piccolo formato dalle preziose rilegature. La severa scrivania è accostata a comode poltroncine e a un divano posti attorno ad un originale tavolo indiano in legno lavorato a traforo.

Venezia sotto la neve

Alle pareti Venezia sotto la neve firmato Giuseppe Borsatto (Venezia 1770 o 1771–ivi 1849) e datato 1839. Artista che studiò prospettiva all’Accademia di Venezia con il “quadraturista” Mengozzi Colonna, si dedicò alla pittura di veduta e al genere decorativo e nel periodo napoleonico acquisì fama disegnando apparati per feste, sino a diventare scenografo ufficiale del Teatro La Fenice di Venezia.

 

Alcune incisioni, da sinistra:
The doctor of the Church del celebre incisore inglese William Sharp (Londra 1749–Chiswick 1824). Ritenuto il più abile artista del suo tempo, si consacrò al ritratto, al soggetto di genere e di storia.
La Maddalena, di Gerard Edelink (Anversa 1640– Parigi 1707) uno degli incisori più rimarchevoli del XVII secolo.
San Giacomo di Compostella, acquaforte di Giandomenico Tiepolo, da una tela del padre Giambattista, conservata al Szépmuvészeti Muzeum di Budapest. Infine, Le coucher di Carlo Antonio Porporati (Torino 1741–ivi 1816).

Camera di Matilde

Camera di Matilde

Camera di Matilde

DettaglioIl letto con alta testiera, il comodino, l’armadio ad anta unica e cassetti ai lati, i mobili da toilette con specchiera costituiscono l’arredamento della stanza di Matilde, giovane ragazza nella casa dei genitori.
Ricco il motivo decorativo ad intaglio con volute, elementi vegetali e palmette, nonché gli imponenti animali fantastici a coronamento dei cassetti.

Funzionale lo specchio che ricopre l’anta dell’armadio, illuminato da due lampioncini, collegati allo stesso, come pure i due bacili in porcellana, incassati nel ripiano in marmo del mobile da toilette.

Sulla parete accanto al letto, Ultima cena di Leonardo, eseguita a bulino da Raffaello Morghen (Portici 1758 – Firenze 1833).
Due fotografie raffigurano Matilde Morpurgo da ragazza in un ritratto con dedica e mentre posa sul palcoscenico allestito nel salone di casa.

Camera Genitori

Camera Genitori

Dominata da letti gemelli sormontati da baldacchino ornamentaleè completata da coppie di comodini e di settimanali, da un grande armadio che ricalca con alcune varianti la tipologia di quello della camera di Matilde, da un mobile da toilette, da un divano e poltroncine.
Sopra i due settimanali, due pregevoli fotografie tinteggiate, Ritratto di Carlo Marco Morpurgo e Ritratto di Emma
Morpurgo; sopra l’ampio divano, Ritratto di Giacomo Mondolfo e Ritratto di Elisa Curiel Mondolfo – genitori di Emma e Fanny – accostabili a certa pittura di Placido Fabris. La stanza comunica con un piccolo guardaroba, dal quale si raggiunge la stanza da bagno e la camera da letto di Mario Morpurgo.

Camera Genitori